I tossicodipendenti da Bankitalia
Tardi e male, diranno i faziosi. Una lottizzazione scongiurata in extremis, gorgheggeranno i tenori meno perversi. Un’istituzione sacra trattata in modo profano, aggiungeranno i nobiluomini della moneta. E Scalfari ci terrà a sciorinare la solita geremiade, come se le precedenti nomine non fossero state il frutto di mille giochi di potere, di consultazioni molto, molto informali, di filiere legate all’amministrazione dello stato, all’economia finanziaria, alle cordate di ogni genere e specie. Ignazio Visco va benissimo.
12 AGO 20

Viva la faccia di Bossi, stralunato com’è, che ha detto: voglio Vittorio Grilli perché è di Milano. E tutti i tossicodipendenti a replicare che è un criterio da bar sport. E invece Milano è Milano, lo capiscono anche i sassi, l’argomento allegorizza un po’ troppo la storia e il senso di una banca centrale, ma aveva un senso evidente. La scelta è invece caduta su un napoletano, Ignazio Visco, estraneo a questi giochi, un uomo aperto e serio, competente e responsabile, che ha spesso dialogato efficacemente con i lettori del nostro giornale, e che una volta veniva confuso per via di una parentela inesistente con Vincenzo Visco, il grande esattore di sinistra che qualche servizio anche lui al paese lo ha reso. La nostra unica speranza è che la si smetta di giocare con Bankitalia, dall’interno e dall’esterno della sacra istituzione, e che il nuovo governatore vada a Francoforte, prenda sottobraccio Mario Draghi e lo aiuti a lavorare perché l’Europa capisca quel che hanno capito tutti, da Krugman a Posen alla vicina di pianerottolo: le monete in emergenza si difendono con le riforme strutturali e i pareggi del debito e la crescita del pil, sì, ma soprattutto battendo moneta.
Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.
